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NEWS

Partecipando al Concorso bandito dall’ Assessorato Pubblica Istruzione, Edilizia Scolastica e Sicurezza, Condizione Giovanile della Provincia di Cagliari , dal titolo  “Il territorio in cui vivo. Ambiente, storia, tradizioni, economia”, cinque ragazzi di questo Comune ( Anedda Silvia,  Porcedda Federico, Cogoni Maddalena, Cogoni Veronica, Cogoni Mattia), i cui  elaborati, improntati a far conoscere il nostro territorio, si sono aggiudicati il 2°  premio: una vacanza di cinque giorni a Parigi per  visitare  Euro-disneyland e i Castelli della Loira.

La premiazione  è stata fatta a Cagliari il 5 giugno 2007,  dall’Assessore  Cesare Moriconi, il quale, nel complimentarsi con i ragazzi per il lavoro svolto,  ha affidato loro il compito  di mettere in luce e valorizzare gli aspetti che caratterizzano il nostro Comune,  realizzando  ulteriori filmati di approfondimento dei  lavori, per essere inseriti in trasmissioni televisive, che andranno in onda dopo l’estate.

L’elaborato presentato dal gruppo, ha evidenziato quelle che sono le origini e la storia che ha portato alla formazione della nostra comunità e le tradizioni che noi Serresi conserviamo con orgoglio;  ha illustrato le realtà in cui viviamo, sotto diversi profili artistico, storico,  archeologico ambientale  e socio economico.


SERRI, il paese in cui viviamo:

cultura, tradizioni, economia

Le origini | Posizione geografica e aspetti del territorio | Popolazione ed economia | Monumenti |  Archeologia | Usi e costumi | Conclusioni |Foto |

Le origini 

Le origini del nostro paese sono da ricondurre intorno al 239-237 a.C., epoca in cui i romani conquistarono l’isola, intraprendendo una politica di controllo militare e organizzando molte operazioni belliche. Secondo le testimonianze degli anziani la denominazione originaria del paese era Biora e consisteva in un centro romano situato ad est della vallata dell’attuale paese, nelle campagne di "Su Moguru"(conosciamo la sua localizzazione grazie alle ricerche di Giovanni Lilliu). La cittadella, i cui resti rappresentavano la testimonianza più importante della presenza dei romani, si estendeva in una vasta area (circa 26 ettari) comprendente diverse località quali: Ruinas, Is Sceas, Sa Staria, Sa Terra Santa, Ladumini.Essa era attraversata dalla via AB ULBIA KARALIS PER MEDITERRANEA che collegava Cagliari a Olbia e che inoltre era una strada di penetrazione militare pericolosa e poco frequentata. Un’epidemia di malaria, costrinse però i suoi abitanti a trasferirsi sull’altopiano sovrastante, che allora non era altro che una foresta di cisto. Vennero così costruite le prime case di "Sa Serra", chiamato in seguito Serri.

 Posizione geografica e aspetti del territorio

 Serri è situato agli estremi limiti del Sarcidano, al confine con la Trexenta. Nella parte più bassa si ha un’altimetria di 630 metri sul livello del mare sino ad arrivare ad un’altitudine massima di 670 m circa. La sua superficie, di circa 19,13 Kmq è costituita dal pianoro della giara, dalla collina che si estende sino all’altopiano di Tacquara e Guzzini (Nurri) e da quella che si estende verso il territorio di Isili e di Mandas.

Il clima è quello tipico Mediterraneo caratterizzato da inverni miti ed estati calde.

È dominato da venti provenienti da nord-ovest (maestrale).

La flora è tipicamente Mediterranea se si eccettua l’altopiano della giara dove predominano radi boschetti di roverelle. Il territorio sottostante la giara è ricco di cisto, olivastro, lentischio, corbezzolo, oleandro, querce da sughero, erica e asfodelo.

La fauna è costituita da cinghiali, lepri, conigli,gatti selvatici,donnole volpi e varie specie di uccelli quali pernici, tortore, beccacce etc..

 Popolazione ed economia

 La popolazione di Serri,di circa 760 abitanti è occupata per la maggior parte in attività agro-pastorali che,data la fertilità dei terreni e l’avanzare delle tecniche di allevamento  del bestiame (mungitrici) e coltivazioni di cereali hanno incrementato la produttività. Purtroppo la nostra generazione ha messo da parte questo settore così importante per il paese,visto che costituisce una delle poche fonti di reddito. Gran parte dei ragazzi arrivati alla maggiore età lasciano il paese per proseguire gli studi universitari,sebbene già per frequentare le scuole medie e superiori sono costretti a viaggiare nei paesi limitrofi. Recentemente si è avuto un notevole sviluppo per quanto riguarda la gestione turistica del santuario nuragico “Santa Vittoria” con la nascita di una cooperativa. Inoltre adiacente al sito nuragico troviamo un agriturismo dov’è possibile degustare i prodotti tipicamente caserecci inerenti alla tradizione locale. Da pochi anni è in atto la costruzione di un centro servizi che sarà sede di un museo,oltre che ristorante e centro congressi. Per l’economia del paese l’ inizio delle attività citate in tale struttura potrebbe significare una grande fonte di reddito e impiegare noi giovani in modo da poter lavorare qui nel nostro territorio,senza bisogno di trasferirsi in città. Non abbiamo strutture alberghiere ma sono presenti Bed&Breakfast a disposizione dei turisti.

 Monumenti 

Prima del 1600 le chiese di Serri, Gergei e  Escolca costituivano la prebenda del decanato dell’antica diocesi di Dolia (Dolianova).Caduta tale diocesi, la prebenda venne conferita ad ecclesiastici della diocesi di Cagliari, sino a che nel 1575 le tre prebende furono separate ed erette a rettorie.

 La chiesa parrocchiale, in stile romanico-pisano, risalente al 1100 a.C, è intitolata al patrono San Basilio Magno. Presenta una pianta a croce latina ed è suddivisa in tre navate. La facciata è costruita in blocchi di pietra lavorata mentre il portone è sovrastato da un rosone e affiancato da due colonne tortili in pietra. In alto è visibile lo stemma vescovile che ricorda il santo patrono. Il campanile adiacente alla chiesa è costituito da una cuspide piramidale, che ha sostituito l’antica cuspide a vela. Anticamente il piazzale era chiuso da due archi, che sono stati in seguito demoliti. Il sistema di copertura è strutturato a capriate. 

Oltre alla chiesa parrocchiale abbiamo altre chiese di minori dimensioni; nel centro storico del paese è situata la chiesetta di Sant’Antonio abate, mentre a circa 2 km dal centro abitato si trova la chiesa campestre di Santa Lucia, recentemente ristrutturata. Nell’ambito del santuario nuragico di Santa Vittoria,distante circa 6 km dal paese si trova la chiesa omonima risalente all’epoca bizantina; in essa attualmente non si celebrano le funzioni religiose in quanto è in attesa di ristrutturazione. Percorrendo la strada per il santuario di santa Vittoria, sulla sinistra sono visibili i ruderi dell’antica chiesetta dedicata a san Sebastiano. Non si conosce la causa per cui essa è andata distrutta, ne si ha una data certa della sua costruzione, ma alcuni documenti vogliono la sua origine in un periodo antecedente al 1663.  

 Passiamo ora alle altre opere d’arte considerate da noi serresi un patrimonio inestimabile…

È da evidenziare che nel centro abitato sono presenti ben sei belvedere illuminati dove si può  ammirare il meraviglioso panorama che il nostro altopiano ci offre…Inoltre possediamo ben cinque piazzette tra le quali la più importante è sicuramente piazza san Basilio il cui stile ricorda l’arte nuragica. Alcuni anni fa noi ragazzi con l’ aiuto di alcuni esperti abbiamo abbellito i muri della piazza con alcuni murales. Adiacente a essa  si trova la piazzetta dedicata ai caduti in guerra al centro della quale è presente il  monumento in onore ai venti soldati Serresi caduti nelle guerre del 1915/1918 e 1940/1945. Nel  2002 a sinistra del monumento è stato creato un murales raffigurante un contadino col suo giogo dei buoi e una signora in lutto seduta con un mazzo di fiori,mentre per terra è stato inserito lo stemma del paese. Passeggiando per le strade troviamo altre opere realizzate da nostri compaesani, come il bronzetto creato alcuni anni fa dal fabbro che è stato collocato all’entrata del paese e altri due murales raffiguranti la cartina del paese e un’immagine dei cavallini della giara.

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 Archeologia

 Il nostro paese conserva quasi sicuramente la stessa posizione scelta dalle genti nuragiche. Questo perché mantiene l’ubicazione di uno dei loro insediamenti come lasciano supporre i resti del nuraghe S’URAXI .Esso giace presso il cimitero e non lontano dalla chiesa parrocchiale dove si sviluppò il moderno nucleo abitativo. I resti archeologici più significativi sono quelli del periodo nuragico, meno numerose sono le testimonianze di una presenza umana dove nell’altopiano della giara affiora lo scarto della lavorazione dell’ossidiana e lavori frammentari. La fase più antica della civiltà nuragica è rappresentata da un nuraghe a corridoio posto all’estremità sud-occidentale del santuario nuragico di Santa Vittoria; è probabile che questo nuraghe a corridoio esistesse già prima della nascita del complesso nuragico. Nei pressi della chiesa di san Sebastiano vi sono tracce di una costruzione megalitica della quale non si conoscono le forme e le dimensioni ma si presuppone possa essere un altro nuraghe. Nella  vallata sottostante la giara e precisamente nei territori adiacenti alla strade statale 128 troviamo numerosi nuraghi dei quali non ci sono pervenuti che pochi ruderi. I nuraghi di cui resta qualche traccia sono: LADUMINI, RUINAS, TRACHEDDALLI, mentre CUCCURU FORRU risulta interamente distrutto.

LADUMINI è un nuraghe di tipo complesso costituito da una torre centrale e da un bastione a quattro torri marginali tra le quali si apre un cortile.

Sulle rovine del nuraghe TRACHEDDALLI, probabilmente molti anni fa, venne costruito un ovile e una casetta. Il suo crollo venne sfruttato per ottenere uno spazio per il bestiame, nonostante le manomissioni è possibile individuare l’originale complessità del nuraghe.

Del nuraghe  RUINAS resta solo la base di una torre. È probabile che la sua distruzione e il prelevamento delle pietre risalgano al periodo romano.

(Per quanto riguarda il periodo romano, vedi origini del paese)

Nel medioevo il territorio di Serri appartenne alla circoscrizione amministrativa di Siurgus del giudicato di Cagliari.    

 Santuario Nuragico di Santa Vittoria SERRI

 

Al santuario nuragico di SANTA VITTORIA si giunge percorrendo la S.S 128 ( bivio Monastir al km 21.600 della S.S 131) attraverso Senorbì, Suelli, Mandas fino al moderno abitato di Serri. All’ingresso del paese si sviluppa sulla sinistra un raccordo asfaltato (ben segnalato), che volgendo verso ovest, conduce dopo 4 km a Santa Vittoria di Serri.

 

Nel 1907 il Taramelli, accogliendo la richiesta del dottor Marogna, medico condotto di Gergei, visitò per la prima volta le rovine del complesso nuragico di santa vittoria. La precedente esperienza dello studio della vicina giara di Gesturi, portarono l’archeologo a riconoscere subito l’importanza storica di quelle rovine nell’ambito degli studi sulla civiltà nuragica. La ricerca non fu sistematica, in quanto egli spaziò da un punto all’altro esplorando a  più riprese.

 

TARAMELLI nacque a Udine il 14 novembre 1863, si laureò a Pavia nel 1889. Nel 1902 venne nominato direttore del museo di Cagliari e degli scavi di antichità della Sardegna. Diventato sovrintendente, fu poi professore di archeologia all’università di Cagliari. La sua permanenza in Sardegna fu caratterizzata da un intensa attività di ricerca e di scavi. Nel 1935 si trasferì a Roma dove morì l’8 maggio del 1939.

Durante la sua prima campagna di scavo nel 1907  il Taramelli riportò alla luce i seguenti edifici:

  • Il tempio a pozzo
  • Il recinto con sedile
  • La torre con feritoie

Sempre dal Taramelli nel 1909 furono messi in luce:

  • Il tempio a pozzo
  • Il recinto megalitico con sedile
  • Il recinto federale
  • Il percorso della cinta fortificata
  • La torre con feritoie
  • La difesa dell’acropoli
  • La porta d’accesso al tempio ipetrale

Anni 1910/1920/1921

·        Il tempio ipetrale

·        Il recinto megalitico con sedile

·        La capanna del sacerdote

·        Recinto

Anno 1922

·        Il recinto con sedile

·        Le opere difensive della parte occidentale

·        Il percorso del muro di cinta presso l’estremità nord

Anno 1923

  • La via sacra, tra il tempio a pozzo e il tempio ipetrale
  • La capanna della bipenne
  • Il recinto dei fonditori
  • La casa del capo

Anno 1924/1925

  • La capanna dell’altarino
  • Le capanne
  • Il recinto delle feste
  • Il recinto cucina

Anno 1927

  • Il recinto di giustizia
  • Le abitazioni (37-38)
  • Le abitazioni (39-40)
  • Le abitazioni (34-36)

Anno 1928

  • Il gruppo di edifici intorno alla capanna del doppio betilo
  • L’abitazione del sacerdote

Anno 1929 ultima campagna di scavo condotta dal taramelli

  • Il muro di cinta che dal tempio a pozzo si dirige verso l’orlo sud dell’altopiano
  • La capanna dell’ingresso

Anno 1986

  • Saggi di scavo  nell’area centrale del recinto delle feste condotti da M.Gabriella Puddu

Anno 1987

  • Saggi di scavo nell’area orientale del santuario e nella capanna delle riunioni condotti da M. Gabriella Puddu

Inizi anni ‘90

  • Scavi condotti dalla Sovrintendenza

Anno 2002

  • Scavi condotti dalla Sovrintendenza

Anno 2006

  • Scavo presso le capanne vicino alla casa del capo (33b) condotti da Alessandra Saba

 

Il santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri si trova nell’estremità sud-occidentale dell’altopiano della giara e si estende su un’area di circa 4 ettari di superficie. Il santuario si può dividere in 4 gruppi principali di edifici:

 

  • Edifici adibiti a templi (a pozzo e impetrale)
  • Gruppo del recinto del doppio betilo
  • ESE
  • Capanna del capo, curia e altri ambienti appartati

 

la casa del capo che sorge isolata a nord ed è fiancheggiata da una muraglia è una grande capanna circolare con atrio lastricato con banchine laterali; ad est di questa e quasi al centro del complesso, il grande Recinto delle Feste, vasto recinto ellittico (m. 73x50) su cui aprono diversi vani a partire dall’ingresso ad est: la Casa del Focolare, il Recinto con Sedile, il Recinto dell’Ascia; segue sul lato nord una zona divisa in piccoli vani quadrangolari aperti per un lato verso il centro, fino alla Fonderia; lungo il lato sud si trova il porticato, fino alla Cucina: come si vede, l’interpretazione del Taramelli era quella di una grande cumbessia ovvero un complesso che avesse la funzione di accogliere i pellegrini convenuti per le feste nel santuario.

Il gruppo di edifici intorno alla chiesetta di S.Vittoria è anche quello dove visibilmente si sono succedute diverse fasi edilizie, di non facile lettura. Dove ora sorge la cosiddetta Torre con Feritoie era stato eretto un nuraghe a corridoio che, sulla base dei materiali rinvenuti in recenti sondaggi di scavo in questo punto, ovvero frammenti di ceramica a decorazione metopale, si inquadra nell’Età del Bronzo medio; da esso si dipartivano cortine murarie, ora inglobate in altre strutture, delle quali faceva parte la cinta difensiva che si prolunga fino alla Casa del Capo.

Di questo gruppo di edifici raccolto intorno allo sperone sud-occidentale dell’altopiano fanno anche parte il Tempio Ipetrale a pianta quadrata e struttura isodoma, la Capanna del Sacerdote, il Recinto Circolare con Sedile, la Via Sacra, il Muro di Cinta con la Capanna dell’Ingresso. Il fulcro di questa parte del santuario è il Tempio a Pozzo, racchiuso entro un recinto ellittico (m. 19 x 13) accuratamente costruito con struttura isodoma con conci di basalto ben squadrati ed anche di calcare, impiegati, come in edifici sacri simili, con intenti policromi decorativi; si compone di una pianta circolare di m. 2,10 di diametro interno e m. 3 di altezza con andamento leggermente conico per il progressivo lieve aggetto dei filari; vi si accede attraverso una scala di 13 gradini, preceduta da un atrio rettangolare con banchine laterali e lastricato in calcare, con una mensa o altare con un foro per libagioni al centro, connesso ad una canaletta trasversale che scaricava all’esterno.

Altre costruzioni si trovano raggruppate a sud-est, a est, a nord-est, fra le quali il Recinto dei Supplizi o della Giustizia, il Recinto delle Riunioni o la "Curia", l’Isolato del Doppio Betilo, il Recinto della Mensa, eccetera.

Molti di questi vani, come i precedenti, suggeriscono un uso non domestico di comune abitazione; i canoni costruttivi sono senza dubbio quelli usuali dell’età nuragica, in maggioranza riferibili all’Età del Bronzo recente e finale e prima Età del Ferro (circa XIII-VIII secolo a.C.) e l’insieme tuttora non smentisce l’ipotesi che si tratti di un grande villaggio-santuario federale che riunisse, intorno al luogo di culto, le popolazioni circostanti.

Il complesso è raggiungibile attraversando il centro urbano di Serri e proseguendo oltre, sull’altopiano. In paese, davanti al Municipio, si trova l'Antiquarium allestito con pannelli didattici, che funge da unità introduttiva per l’area archeologica. Il materiale rinvenuto negli scavi del Taramelli si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

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 Usi e costumi

 Calendario feste a Serri

 

Gennaio: 17  Sant’Antonio abate: falò con distribuzione del pan di sapa

              20  San Sebastiano: falò con distribuzione del pan di sapa

 

Febbraio: 2   Candelora: festa in onore alla presentazione di Gesù e la Madonna al tempio, dopo 40 giorni dalla sua nascita. La tradizione vuole che la prioressa distribuisca le candele e la popolazione porti in processione la Madonna del rosario.

 

Marzo:          -----------------------

 

Aprile:          Domenica di pasqua: processione “ de s’incontru” tra la Madonna e Gesù risorto, le donne portano la    Madonna e gli uomini portano Gesù incontrandosi nella piazza principale di Serri.

 

Maggio:        prima domenica: sant’Isidoro “festa degli agricoltori” si porta in processione il santo accompagnato da cavalli trattori e gruppi folk.

 

                     terza settimana: festa campestre di santa Lucia, nell’occasione si svolgeva la fiera del bestiame che oggi non si fa più. ( vedi paragrafo fiera del bestiame)

 

giugno:         corpus domini: ogni rione prepara una cappella per accogliere il Santissimo Sacramento, per l’occasione dalle finestre si portano fuori i tappeti sardi e le strade si cospargono di fiori.

 

Luglio:         primo sabato: rassegna folkoristica con gruppi provenienti da tutta la Sardegna e dalla penisola

 

Agosto:        primo sabato: festa dell’emigrato

 

Settembre:1   San Basilio magno “patrono di Serri”: per l’occasione un comitato con l’amministrazione comunale organizzano una serie di avvenimenti sia di carattere civile che religioso.

                10  Santa Vittoria: processione in onore alla santa sino all’omonima chiesa campestre. per la ricorrenza la popolazione fa un pic nic sulla giara.

                

                 Terza settimana: Santa Lucia ( vedi terza settimana di maggio)

 

Ottobre:        -------------------

Novembre:   -------------------

Dicembre:    -------------------

 

Fiera Santa Lucia

 

Nel lontano 1922 venne istituita la fiera del bestiame in occasione della festa di Santa Lucia. Dalla data d’istituzione in poi, la fiera si è tenuta due volte all’anno, precisamente la terza domenica di maggio e nei tre giorni successivi, nonchè la terza settimana di settembre e nei 4 giorni successivi. Nel 1947 fu approvata la deliberazione relativa alla devoluzione del 20% sull’incasso dei biglietti d’ingresso alla fiera a favore dal comitato civico, incaricato di disciplinare le operazioni della festa e di occuparsi della manutenzione dei locali e della chiesa. In seguito fu ritenuto opportuno affidare l’organizzazione della festa all’amministrazione comunale. Per lungo tempo la fiera si è affermata in maniera soddisfacente attirando allevatori e agricoltori di tutta la Sardegna.

Oltre alla compravendita era praticato il baratto del bestiame. Per accedere all’area fieristica, gli allevatori erano tenuti a pagare la tassa d’ingresso di  £. 100   a capo per ogni giornata di stazionamento. Purtroppo negli ultimi decenni la fiera è andata decadendo per diverse cause, tra le quali l’avanzare della tecnologia che ha portato alla sostituzione dell’uso dei buoi per l’aratura con ì più innovativi attrezzi agricoli. Oggi infatti non è più presente il bestiame e restano solo pochi venditori ambulanti e qualche pescivendolo. Per noi Serresi è molto deludente il fatto che questa grande e importante fiera, sia andata in tal decadimento,  e sarebbe molto bello riuscire a organizzarla di nuovo come nel passato. Noi ragazzi tuttavia, ogni anno  per tradizione,   raggiungiamo a piedi  la chiesetta in onore alla santa.

 

Gruppo folk Santa Vittoria

 

Il primo gruppo folk di Serri fu costituito nel 1967 dal parroco del paese don Carboni. In seguito, con la nascita dell’associazione turistica pro-loco avvenuta nel 1968 ne fu creato un secondo,  che durò sino al 1975. Nel 1997/1998 con l’impegno della pro loco, nacque il gruppo folk Santa Vittoria di Serri. All’inizio dell’attività i partecipanti alle prove di ballo erano circa 60 tra bambini e adulti. Nel  2000 tale gruppo è passato da pro loco ad associazione culturale tradizioni popolari.  Ora i ballerini sono circa 20, tra grandi e piccoli e,  sono state  riaperte le iscrizioni e  numerosi ragazzi  stanno imparando a ballare in attesa di essere inseriti al più presto nel gruppo. Durante questi nove anni esso si è fatto conoscere non solo in numerosissime rassegne folk e manifestazioni religiose dell’Isola, ma anche  nella Penisola e  all’Estero.

I ballerini indossano il costume tradizionale Serrese che è stato ricostruito in seguito a un’attenta ricerca storica.

Il costume maschile comprende:

camicia bianca lino o cotone pieghettata e con pizzi pregiati, pantaloni bianchi in lino o cotone, corpetto, gonnellino, ghette, copricapo in orbace nero “berritta”  e giacca in orbacce nero con rifiniture in velluto.

Il costume femminile comprende:

gonna in tessuto “abordau” di colore rosso/blu, camicia bianca in lino o cotone ricca di pizzi pregiati, corsetto in broccato con sfondo e disegni floreali, grembiule in setta di colore nero con bordi dorati, fazzoletto in lino (usato per le esibizioni di ballo) o scialle in tibet  nero, ricamato con frange (usato per le sfilate e processioni religiose).

 

I balli tradizionali, accompagnati da fisarmonica o organetto sono i seguenti:

·        SA PRESENTADA (ballo di presentazione)

·        SU BALLU DE SU COLORU ( ballo del serpente)

·        SU BALLU DE SERRI (ballo di serri)

·        SU BALLU DE SA STELLA (ballo della stella)

·        SU BALLU DE S’ARRODA (ballo della ruota)

·        SU BALLU SERIU (ballo serio)

·        SA DANZA (la danza)

 

 

Coro polifonico Santa Lucia

 

Nel 2004 per iniziativa di alcune coriste, nasce il coro “Santa Lucia”, inizialmente come coro parrocchiale, in seguito, sotto la direzione del maestro Felice Cassinelli, è iniziata la formazione del coro polifonico che si è esibito per la prima volta nel giugno del 2006. Esso è composto da circa 20 persone tra uomini e donne e propone diversi canti tradizionali sardi quali “in mort’e babbu meu”, “” .goccius”

 Conclusioni

 Questo lavoro è stato realizzato da Federico, Mattia, Veronica, Maddalena e Silvia, con l’obbiettivo di far conoscere il nostro paese Serri. Infatti, sebbene non sia molto  esteso esso riserva numerose bellezze naturali che meritano di essere  visitate. I turisti possono godere dell’aria pulita e frizzantina che l’ altopiano offre, passeggiando per il belvedere o ammirando i monumenti nuragici del nostro santuario. In qualunque stagione , Serri è degna di essere visitata. Nonostante l’assenza di grandi centri commerciali, discoteche ecc. noi ragazzi, ci divertiamo ugualmente,  incontrandoci in piazza o  passeggiando in strada a conversare. Siamo  una Comunità molto unita e andiamo fieri del nostro paese, sicuramente sia gli studi che gli impegni di lavoro ci  allontaneranno   per tanto tempo da esso, con la speranza di ritrovarlo com’ è nei nostri desideri…

 

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Questo spazio è riservato alle scuole di Serri che potranno pubblicare gratuitamente le ricerche riguardanti il paese, la sua storia, disegni, poesie, canzoni dedicate al paese di Serri.
Inviate il materiale da pubblicare a serri@giardinoweb.it

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