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Partecipando al
Concorso bandito dall’ Assessorato Pubblica Istruzione, Edilizia
Scolastica e Sicurezza, Condizione Giovanile della Provincia di
Cagliari , dal titolo “Il territorio in cui vivo. Ambiente, storia,
tradizioni, economia”, cinque ragazzi di questo Comune ( Anedda
Silvia, Porcedda Federico, Cogoni Maddalena, Cogoni Veronica, Cogoni
Mattia), i cui elaborati, improntati a far conoscere il nostro
territorio, si sono aggiudicati il 2° premio: una vacanza di cinque
giorni a Parigi per visitare Euro-disneyland e i Castelli della
Loira.
La premiazione è
stata fatta a Cagliari il 5 giugno 2007, dall’Assessore Cesare
Moriconi, il quale, nel complimentarsi con i ragazzi per il lavoro
svolto, ha affidato loro il compito di mettere in luce e valorizzare
gli aspetti che caratterizzano il nostro Comune, realizzando
ulteriori filmati di approfondimento dei lavori, per essere inseriti
in trasmissioni televisive, che andranno in onda dopo l’estate.
L’elaborato presentato
dal gruppo, ha evidenziato quelle che sono le origini e la storia che
ha portato alla formazione della nostra comunità e le tradizioni che
noi Serresi conserviamo con orgoglio; ha illustrato le realtà in cui
viviamo, sotto diversi profili artistico, storico, archeologico
ambientale e socio economico.
SERRI, il paese in cui
viviamo:
cultura, tradizioni, economia
Le origini |
Posizione
geografica e aspetti del territorio |
Popolazione ed economia |
Monumenti |
Archeologia
|
Usi e costumi |
Conclusioni |Foto |
Le
origini
Le origini del nostro paese sono da
ricondurre intorno al 239-237 a.C., epoca in cui i romani
conquistarono l’isola, intraprendendo una politica di controllo
militare e organizzando molte operazioni belliche. Secondo le
testimonianze degli anziani la denominazione originaria del paese era
Biora e consisteva in un centro romano situato ad est della vallata
dell’attuale paese, nelle campagne di "Su Moguru"(conosciamo la sua
localizzazione grazie alle ricerche di Giovanni Lilliu). La
cittadella, i cui resti rappresentavano la testimonianza più
importante della presenza dei romani, si estendeva in una vasta area
(circa 26 ettari) comprendente diverse località quali: Ruinas, Is
Sceas, Sa Staria, Sa Terra Santa, Ladumini.Essa era attraversata dalla
via AB ULBIA KARALIS PER MEDITERRANEA che collegava Cagliari a Olbia e
che inoltre era una strada di penetrazione militare pericolosa e poco
frequentata. Un’epidemia di malaria, costrinse però i suoi abitanti a
trasferirsi sull’altopiano sovrastante, che allora non era altro che
una foresta di cisto. Vennero così costruite le prime case di "Sa
Serra", chiamato in seguito Serri.
Posizione
geografica e aspetti del territorio
Serri è situato agli estremi limiti del
Sarcidano, al confine con la Trexenta. Nella parte più bassa si ha
un’altimetria di 630 metri sul livello del mare sino ad arrivare ad
un’altitudine massima di 670 m circa. La sua superficie, di circa
19,13 Kmq è costituita dal pianoro della giara, dalla collina che si
estende sino all’altopiano di Tacquara e Guzzini (Nurri) e da quella
che si estende verso il territorio di Isili e di Mandas.
Il clima è quello tipico Mediterraneo
caratterizzato da inverni miti ed estati calde.
È dominato da venti provenienti da
nord-ovest (maestrale).
La flora è tipicamente Mediterranea se si
eccettua l’altopiano della giara dove predominano radi boschetti di
roverelle. Il territorio sottostante la giara è ricco di cisto,
olivastro, lentischio, corbezzolo, oleandro, querce da sughero, erica
e asfodelo.
La fauna è costituita da cinghiali, lepri,
conigli,gatti selvatici,donnole volpi e varie specie di uccelli quali
pernici, tortore, beccacce etc..
Popolazione
ed economia
La popolazione di Serri,di circa 760
abitanti è occupata per la maggior parte in attività agro-pastorali
che,data la fertilità dei terreni e l’avanzare delle tecniche di
allevamento del bestiame (mungitrici) e coltivazioni di cereali hanno
incrementato la produttività. Purtroppo la nostra generazione ha messo
da parte questo settore così importante per il paese,visto che
costituisce una delle poche fonti di reddito. Gran parte dei ragazzi
arrivati alla maggiore età lasciano il paese per proseguire gli studi
universitari,sebbene già per frequentare le scuole medie e superiori
sono costretti a viaggiare nei paesi limitrofi. Recentemente si è
avuto un notevole sviluppo per quanto riguarda la gestione turistica
del santuario nuragico “Santa Vittoria” con la nascita di una
cooperativa. Inoltre adiacente al sito nuragico troviamo un
agriturismo dov’è possibile degustare i prodotti tipicamente caserecci
inerenti alla tradizione locale. Da pochi anni è in atto la
costruzione di un centro servizi che sarà sede di un museo,oltre che
ristorante e centro congressi. Per l’economia del paese l’ inizio
delle attività citate in tale struttura potrebbe significare una
grande fonte di reddito e impiegare noi giovani in modo da poter
lavorare qui nel nostro territorio,senza bisogno di trasferirsi in
città. Non abbiamo strutture alberghiere ma sono presenti Bed&Breakfast
a disposizione dei turisti.
Monumenti
Prima del 1600 le chiese di Serri, Gergei e
Escolca costituivano la prebenda del decanato dell’antica diocesi di
Dolia (Dolianova).Caduta tale diocesi, la prebenda venne conferita ad
ecclesiastici della diocesi di Cagliari, sino a che nel 1575 le tre
prebende furono separate ed erette a rettorie.
La chiesa parrocchiale, in stile
romanico-pisano, risalente al 1100 a.C, è intitolata al patrono San
Basilio Magno. Presenta una pianta a croce latina ed è suddivisa in
tre navate. La facciata è costruita in blocchi di pietra lavorata
mentre il portone è sovrastato da un rosone e affiancato da due
colonne tortili in pietra. In alto è visibile lo stemma vescovile che
ricorda il santo patrono. Il campanile adiacente alla chiesa è
costituito da una cuspide piramidale, che ha sostituito l’antica
cuspide a vela. Anticamente il piazzale era chiuso da due archi, che
sono stati in seguito demoliti. Il sistema di copertura è strutturato
a capriate.
Oltre alla chiesa parrocchiale abbiamo altre
chiese di minori dimensioni; nel centro storico del paese è situata la
chiesetta di Sant’Antonio abate, mentre a circa 2 km dal centro
abitato si trova la chiesa campestre di Santa Lucia,
recentemente ristrutturata. Nell’ambito del santuario nuragico di
Santa Vittoria,distante circa 6 km dal paese si trova la chiesa
omonima risalente all’epoca bizantina; in essa attualmente non si
celebrano le funzioni religiose in quanto è in attesa di
ristrutturazione. Percorrendo la strada per il santuario di santa
Vittoria, sulla sinistra sono visibili i ruderi dell’antica
chiesetta dedicata a san Sebastiano. Non si conosce la causa per
cui essa è andata distrutta, ne si ha una data certa della sua
costruzione, ma alcuni documenti vogliono la sua origine in un periodo
antecedente al 1663.
Passiamo ora alle altre opere d’arte
considerate da noi serresi un patrimonio inestimabile…
È da evidenziare che nel centro abitato sono
presenti ben sei belvedere illuminati dove si può ammirare il
meraviglioso panorama che il nostro altopiano ci offre…Inoltre
possediamo ben cinque piazzette tra le quali la più importante è
sicuramente piazza san Basilio il cui stile ricorda l’arte nuragica.
Alcuni anni fa noi ragazzi con l’ aiuto di alcuni esperti abbiamo
abbellito i muri della piazza con alcuni murales. Adiacente a essa si
trova la piazzetta dedicata ai caduti in guerra al centro della quale
è presente il monumento in onore ai venti soldati Serresi caduti
nelle guerre del 1915/1918 e 1940/1945. Nel 2002 a sinistra del monumento è stato creato un murales raffigurante un
contadino col suo giogo dei buoi e una signora in lutto seduta con un
mazzo di fiori,mentre per terra è stato inserito lo stemma del paese.
Passeggiando per le strade troviamo altre opere realizzate da nostri
compaesani, come il bronzetto creato alcuni anni fa dal fabbro che è
stato collocato all’entrata del paese e altri due murales raffiguranti
la cartina del paese e un’immagine dei cavallini della giara.
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Archeologia
Il nostro paese conserva quasi sicuramente
la stessa posizione scelta dalle genti nuragiche. Questo perché
mantiene l’ubicazione di uno dei loro insediamenti come lasciano
supporre i resti del nuraghe S’URAXI .Esso giace presso il cimitero e
non lontano dalla chiesa parrocchiale dove si sviluppò il moderno
nucleo abitativo. I resti archeologici più significativi sono quelli
del periodo nuragico, meno numerose sono le testimonianze di una
presenza umana dove nell’altopiano della giara affiora lo scarto della
lavorazione dell’ossidiana e lavori frammentari. La fase più antica
della civiltà nuragica è rappresentata da un nuraghe a corridoio posto
all’estremità sud-occidentale del santuario nuragico di Santa
Vittoria; è probabile che questo nuraghe a corridoio esistesse già
prima della nascita del complesso nuragico. Nei pressi della chiesa di
san Sebastiano vi sono tracce di una costruzione megalitica della
quale non si conoscono le forme e le dimensioni ma si presuppone possa
essere un altro nuraghe. Nella vallata sottostante la giara e
precisamente nei territori adiacenti alla strade statale 128 troviamo
numerosi nuraghi dei quali non ci sono pervenuti che pochi ruderi. I
nuraghi di cui resta qualche traccia sono: LADUMINI, RUINAS,
TRACHEDDALLI, mentre CUCCURU FORRU risulta interamente distrutto.
LADUMINI è un nuraghe di tipo complesso
costituito da una torre centrale e da un bastione a quattro torri
marginali tra le quali si apre un cortile.
Sulle rovine del nuraghe TRACHEDDALLI,
probabilmente molti anni fa, venne costruito un ovile e una casetta.
Il suo crollo venne sfruttato per ottenere uno spazio per il bestiame,
nonostante le manomissioni è possibile individuare l’originale
complessità del nuraghe.
Del nuraghe RUINAS resta solo la base di
una torre. È probabile che la sua distruzione e il prelevamento delle
pietre risalgano al periodo romano.
(Per quanto riguarda il periodo romano, vedi
origini del paese)
Nel medioevo il territorio di Serri
appartenne alla circoscrizione amministrativa di Siurgus del giudicato
di Cagliari.
Santuario
Nuragico di Santa Vittoria SERRI
Al santuario nuragico di SANTA VITTORIA si
giunge percorrendo la S.S 128 ( bivio Monastir al km 21.600 della S.S
131) attraverso Senorbì, Suelli, Mandas fino al moderno abitato di
Serri. All’ingresso del paese si sviluppa sulla sinistra un raccordo
asfaltato (ben segnalato), che volgendo verso ovest, conduce dopo 4 km
a Santa Vittoria di Serri.
Nel 1907 il Taramelli, accogliendo la
richiesta del dottor Marogna, medico condotto di Gergei, visitò per la
prima volta le rovine del complesso nuragico di santa vittoria. La
precedente esperienza dello studio della vicina giara di Gesturi,
portarono l’archeologo a riconoscere subito l’importanza storica di
quelle rovine nell’ambito degli studi sulla civiltà nuragica. La
ricerca non fu sistematica, in quanto egli spaziò da un punto
all’altro esplorando a più riprese.
TARAMELLI nacque a Udine il 14 novembre
1863, si laureò a Pavia nel 1889. Nel 1902 venne nominato direttore
del museo di Cagliari e degli scavi di antichità della Sardegna.
Diventato sovrintendente, fu poi professore di archeologia
all’università di Cagliari. La sua permanenza in Sardegna fu
caratterizzata da un intensa attività di ricerca e di scavi. Nel 1935
si trasferì a Roma dove morì l’8 maggio del 1939.
Durante la sua prima campagna di scavo nel
1907 il Taramelli riportò alla luce i seguenti edifici:
- Il
tempio a pozzo
- Il
recinto con sedile
- La
torre con feritoie
Sempre dal Taramelli nel 1909 furono messi
in luce:
- Il
tempio a pozzo
- Il
recinto megalitico con sedile
- Il
recinto federale
- Il
percorso della cinta fortificata
- La
torre con feritoie
- La
difesa dell’acropoli
- La
porta d’accesso al tempio ipetrale
Anni 1910/1920/1921
·
Il tempio ipetrale
·
Il recinto megalitico con
sedile
·
La capanna del sacerdote
·
Recinto
Anno 1922
·
Il recinto con sedile
·
Le opere difensive della parte
occidentale
·
Il percorso del muro di cinta
presso l’estremità nord
Anno 1923
- La
via sacra, tra il tempio a pozzo e il tempio ipetrale
- La
capanna della bipenne
- Il
recinto dei fonditori
- La
casa del capo
Anno 1924/1925
- La
capanna dell’altarino
- Le
capanne
- Il
recinto delle feste
- Il
recinto cucina
Anno 1927
- Il
recinto di giustizia
- Le
abitazioni (37-38)
- Le
abitazioni (39-40)
- Le
abitazioni (34-36)
Anno 1928
- Il
gruppo di edifici intorno alla capanna del doppio betilo
-
L’abitazione del sacerdote
Anno 1929 ultima campagna di scavo condotta
dal taramelli
- Il
muro di cinta che dal tempio a pozzo si dirige verso l’orlo sud
dell’altopiano
- La
capanna dell’ingresso
Anno 1986
-
Saggi di scavo nell’area centrale del recinto delle feste condotti
da M.Gabriella Puddu
Anno 1987
-
Saggi di scavo nell’area orientale del santuario e nella capanna
delle riunioni condotti da M. Gabriella Puddu
Inizi anni ‘90
-
Scavi condotti dalla Sovrintendenza
Anno 2002
-
Scavi condotti dalla Sovrintendenza
Anno 2006
-
Scavo presso le capanne vicino alla casa del capo (33b) condotti da
Alessandra Saba
Il santuario nuragico di Santa Vittoria di
Serri si trova nell’estremità sud-occidentale dell’altopiano della
giara e si estende su un’area di circa 4 ettari di superficie. Il
santuario si può dividere in 4 gruppi principali di edifici:
-
Edifici adibiti a templi (a pozzo e impetrale)
-
Gruppo del recinto del doppio betilo
- ESE
-
Capanna del capo, curia e altri ambienti appartati
la casa del capo che sorge isolata a nord ed
è fiancheggiata da una muraglia è una grande capanna circolare con
atrio lastricato con banchine laterali; ad est di questa e quasi al
centro del complesso, il grande Recinto delle Feste, vasto recinto
ellittico (m. 73x50) su cui aprono diversi vani a partire
dall’ingresso ad est: la Casa del Focolare, il Recinto con Sedile, il
Recinto dell’Ascia; segue sul lato nord una zona divisa in piccoli
vani quadrangolari aperti per un lato verso il centro, fino alla
Fonderia; lungo il lato sud si trova il porticato, fino alla Cucina:
come si vede, l’interpretazione del Taramelli era quella di una grande
cumbessia ovvero un complesso che avesse la funzione di
accogliere i pellegrini convenuti per le feste nel santuario.
Il gruppo di edifici intorno alla chiesetta
di S.Vittoria è anche quello dove visibilmente si sono succedute
diverse fasi edilizie, di non facile lettura. Dove ora sorge la
cosiddetta Torre con Feritoie era stato eretto un nuraghe a corridoio
che, sulla base dei materiali rinvenuti in recenti sondaggi di scavo
in questo punto, ovvero frammenti di ceramica a decorazione metopale,
si inquadra nell’Età del Bronzo medio; da esso si dipartivano cortine
murarie, ora inglobate in altre strutture, delle quali faceva parte la
cinta difensiva che si prolunga fino alla Casa del Capo.
Di questo gruppo di edifici raccolto intorno
allo sperone sud-occidentale dell’altopiano fanno anche parte il
Tempio Ipetrale a pianta quadrata e struttura isodoma, la Capanna del
Sacerdote, il Recinto Circolare con Sedile, la Via Sacra, il Muro di
Cinta con la Capanna dell’Ingresso. Il fulcro di questa parte del
santuario è il Tempio a Pozzo, racchiuso entro un recinto ellittico
(m. 19 x 13) accuratamente costruito con struttura isodoma con conci
di basalto ben squadrati ed anche di calcare, impiegati, come in
edifici sacri simili, con intenti policromi decorativi; si compone di
una pianta circolare di m. 2,10 di diametro interno e m. 3 di altezza
con andamento leggermente conico per il progressivo lieve aggetto dei
filari; vi si accede attraverso una scala di 13 gradini, preceduta da
un atrio rettangolare con banchine laterali e lastricato in calcare,
con una mensa o altare con un foro per libagioni al centro, connesso
ad una canaletta trasversale che scaricava all’esterno.
Altre costruzioni si trovano raggruppate a
sud-est, a est, a nord-est, fra le quali il Recinto dei Supplizi o
della Giustizia, il Recinto delle Riunioni o la "Curia", l’Isolato del
Doppio Betilo, il Recinto della Mensa, eccetera.
Molti di questi vani, come i precedenti,
suggeriscono un uso non domestico di comune abitazione; i canoni
costruttivi sono senza dubbio quelli usuali dell’età nuragica, in
maggioranza riferibili all’Età del Bronzo recente e finale e prima Età
del Ferro (circa XIII-VIII secolo a.C.) e l’insieme tuttora non
smentisce l’ipotesi che si tratti di un grande villaggio-santuario
federale che riunisse, intorno al luogo di culto, le popolazioni
circostanti.
Il complesso è raggiungibile attraversando
il centro urbano di Serri e proseguendo oltre, sull’altopiano. In
paese, davanti al Municipio, si trova l'Antiquarium allestito con
pannelli didattici, che funge da unità introduttiva per l’area
archeologica. Il materiale rinvenuto negli scavi del Taramelli si
trova nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
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Usi
e costumi
Calendario feste a Serri
Gennaio: 17 Sant’Antonio abate: falò
con distribuzione del pan di sapa
20 San Sebastiano: falò con
distribuzione del pan di sapa
Febbraio: 2 Candelora: festa in onore alla
presentazione di Gesù e la Madonna al tempio, dopo 40 giorni dalla sua
nascita. La tradizione vuole che la prioressa distribuisca le candele
e la popolazione porti in processione la Madonna del rosario.
Marzo: -----------------------
Aprile: Domenica di pasqua:
processione “ de s’incontru” tra la Madonna e Gesù risorto, le donne
portano la Madonna e gli uomini portano Gesù incontrandosi nella
piazza principale di Serri.
Maggio: prima domenica: sant’Isidoro
“festa degli agricoltori” si porta in processione il santo
accompagnato da cavalli trattori e gruppi folk.
terza settimana: festa
campestre di santa Lucia, nell’occasione si svolgeva la fiera del
bestiame che oggi non si fa più. ( vedi paragrafo fiera del bestiame)
giugno: corpus domini: ogni rione
prepara una cappella per accogliere il Santissimo Sacramento, per
l’occasione dalle finestre si portano fuori i tappeti sardi e le
strade si cospargono di fiori.
Luglio: primo sabato: rassegna
folkoristica con gruppi provenienti da tutta la Sardegna e dalla
penisola
Agosto: primo sabato: festa
dell’emigrato
Settembre:1 San Basilio magno “patrono di
Serri”: per l’occasione un comitato con l’amministrazione comunale
organizzano una serie di avvenimenti sia di carattere civile che
religioso.
10 Santa Vittoria:
processione in onore alla santa sino all’omonima chiesa campestre. per
la ricorrenza la popolazione fa un pic nic sulla giara.
Terza settimana: Santa Lucia
( vedi terza settimana di maggio)
Ottobre: -------------------
Novembre: -------------------
Dicembre: -------------------
Fiera Santa Lucia
Nel lontano 1922 venne istituita la fiera
del bestiame in occasione della festa di Santa Lucia. Dalla data
d’istituzione in poi, la fiera si è tenuta due volte all’anno,
precisamente la terza domenica di maggio e nei tre giorni successivi,
nonchè la terza settimana di settembre e nei 4 giorni successivi. Nel
1947 fu approvata la deliberazione relativa alla devoluzione del 20%
sull’incasso dei biglietti d’ingresso alla fiera a favore dal comitato
civico, incaricato di disciplinare le operazioni della festa e di
occuparsi della manutenzione dei locali e della chiesa. In seguito fu
ritenuto opportuno affidare l’organizzazione della festa
all’amministrazione comunale. Per lungo tempo la fiera si è affermata
in maniera soddisfacente attirando allevatori e agricoltori di tutta
la Sardegna.
Oltre alla compravendita era praticato il
baratto del bestiame. Per accedere all’area fieristica, gli allevatori
erano tenuti a pagare la tassa d’ingresso di £. 100 a capo per ogni
giornata di stazionamento. Purtroppo negli ultimi decenni la fiera è
andata decadendo per diverse cause, tra le quali l’avanzare della
tecnologia che ha portato alla sostituzione dell’uso dei buoi per
l’aratura con ì più innovativi attrezzi agricoli. Oggi infatti non è
più presente il bestiame e restano solo pochi venditori ambulanti e
qualche pescivendolo. Per noi Serresi è molto deludente il fatto che
questa grande e importante fiera, sia andata in tal decadimento, e
sarebbe molto bello riuscire a organizzarla di nuovo come nel passato.
Noi ragazzi tuttavia, ogni anno per tradizione, raggiungiamo a
piedi la chiesetta in onore alla santa.
Gruppo folk Santa Vittoria
Il primo gruppo folk di Serri fu costituito
nel 1967 dal parroco del paese don Carboni. In seguito, con la nascita
dell’associazione turistica pro-loco avvenuta nel 1968 ne fu creato un
secondo, che durò sino al 1975. Nel 1997/1998 con l’impegno della pro
loco, nacque il gruppo folk Santa Vittoria di Serri. All’inizio
dell’attività i partecipanti alle prove di ballo erano circa 60 tra
bambini e adulti. Nel 2000 tale gruppo è passato da pro loco ad
associazione culturale tradizioni popolari. Ora i ballerini sono
circa 20, tra grandi e piccoli e, sono state riaperte le iscrizioni
e numerosi ragazzi stanno imparando a ballare in attesa di essere
inseriti al più presto nel gruppo. Durante questi nove anni esso si è
fatto conoscere non solo in numerosissime rassegne folk e
manifestazioni religiose dell’Isola, ma anche nella Penisola e
all’Estero.
I ballerini indossano il costume
tradizionale Serrese che è stato ricostruito in seguito a un’attenta
ricerca storica.
Il costume maschile comprende:
camicia bianca lino o cotone pieghettata e
con pizzi pregiati, pantaloni bianchi in lino o cotone, corpetto,
gonnellino, ghette, copricapo in orbace nero “berritta” e giacca in
orbacce nero con rifiniture in velluto.
Il costume femminile comprende:
gonna in tessuto “abordau” di colore
rosso/blu, camicia bianca in lino o cotone ricca di pizzi pregiati,
corsetto in broccato con sfondo e disegni floreali, grembiule in setta
di colore nero con bordi dorati, fazzoletto in lino (usato per le
esibizioni di ballo) o scialle in tibet nero, ricamato con frange
(usato per le sfilate e processioni religiose).
I balli tradizionali, accompagnati da
fisarmonica o organetto sono i seguenti:
·
SA PRESENTADA (ballo di
presentazione)
·
SU BALLU DE SU COLORU ( ballo
del serpente)
·
SU BALLU DE SERRI (ballo di
serri)
·
SU BALLU DE SA STELLA (ballo
della stella)
·
SU BALLU DE S’ARRODA (ballo
della ruota)
·
SU BALLU SERIU (ballo serio)
·
SA DANZA (la danza)
Coro polifonico Santa Lucia
Nel 2004 per iniziativa di alcune coriste,
nasce il coro “Santa Lucia”, inizialmente come coro parrocchiale, in
seguito, sotto la direzione del maestro Felice Cassinelli, è iniziata
la formazione del coro polifonico che si è esibito per la prima volta
nel giugno del 2006. Esso è composto da circa 20 persone tra uomini e
donne e propone diversi canti tradizionali sardi quali “in mort’e
babbu meu”, “” .goccius”
Conclusioni
Questo lavoro è stato realizzato da
Federico, Mattia, Veronica, Maddalena e Silvia, con l’obbiettivo di
far conoscere il nostro paese Serri. Infatti, sebbene non sia molto
esteso esso riserva numerose bellezze naturali che meritano di essere
visitate. I turisti possono godere dell’aria pulita e frizzantina che
l’ altopiano offre, passeggiando per il belvedere o ammirando i
monumenti nuragici del nostro santuario. In qualunque stagione , Serri
è degna di essere visitata. Nonostante l’assenza di grandi centri
commerciali, discoteche ecc. noi ragazzi, ci divertiamo ugualmente,
incontrandoci in piazza o passeggiando in strada a conversare. Siamo
una Comunità molto unita e andiamo fieri del nostro paese, sicuramente
sia gli studi che gli impegni di lavoro ci allontaneranno per tanto
tempo da esso, con la speranza di ritrovarlo com’ è nei nostri
desideri…
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Questo spazio è riservato alle scuole di Serri che potranno
pubblicare gratuitamente le ricerche riguardanti il paese, la sua
storia, disegni, poesie, canzoni dedicate al paese di Serri.
Inviate il materiale da pubblicare a serri@giardinoweb.it
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